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Il pomeriggio presso LaFeltrinelli sulla rivista "Pescara&Pescara"

10/11/2016 - "La bestia umana"
Grande successo di pubblico per la presentazione del libro e cd degli Sfaratthons

DI ANDREA LA ROVERE

Grande pomeriggio di musica e cultura il 1° novembre con gli Sfaratthons. Il gruppo di rock progressivo proveniente dalla bella Borrello, in provincia di Chieti, ha infatti scelto la sede di Pescara della Feltrinelli per presentare La bestia umana, il loro album abbinato all’omonimo libro che ne racconta la storia, scritto da Argentino D’Auro, paroliere della band. Chi scrive ha avuto l’onore di essere invitato dagli Sfaratthons stessi a presentare l’evento, delineando in breve il contesto storico in cui venne alla luce il progetto de La bestia umana, vero e proprio concept album sul tema dell’ecologia e dell’inquinamento, argomento all’epoca poco trattato e che avrebbe, purtroppo, rivelato come profetiche le affermazioni contenute nel disco. Il rock progressivo è stato forse il momento più luminoso del rock italiano, l’unico in cui il nostro paese, ancorato agli schemi classici del “bel canto”, avrebbe fatto sentire la sua voce a livello internazionale con band passate alla storia come PFM, Banco del mutuo soccorso, Osanna, New Trolls e Le orme; a quest’ultima in particolare, con gli inglesi Genesis e King Crimson, gli Sfaratthons si sarebbero ispirati col loro sound che unisce rock e melodia con afflati jazz e cambi di tempo tipici del genere.
A raccontare la loro storia, partendo dagli anni 70 e dalla mansarda dove i ragazzi si riunivano per fantasticare e strimpellare le prime note, ma anche dalle polverose strade di Borrello teatro di interminabili partite di pallone che cementavano l’amicizia adolescenziale, è stato proprio D’Auro, ponendo l’accento sulla tematica ecologica tanto cara al gruppo e sempre più d’attualità. E poi è stato il momento della musica; Giovanni, Luca e Mario Di Nunzio, Giovanni Casciato e il super ospite Geoff Warren, flautista di fama internazionale, hanno deliziato il pubblico, che aveva occupato ogni spazio disponibile della sala, con un breve set di quattro pezzi che ha messo in luce il loro affiatamento ritrovato a quasi quarant’ anni dalle prime jam session. Unico assente il batterista Cecilio Luciano, in Bolivia per impegni personali.
I presenti non hanno potuto far altro che applaudire l’esibizione del gruppo, bravissimo nel ricreare nel piccolo spazio a disposizione, il sound tipico degli anni 70 e nel trascinare il pubblico in una sorta di viaggio nel tempo, quando la parola musica faceva rima con passione. La stessa passione che ci ha riportato gli Sfaratthons, più in forma che mai in versione live.













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